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Dal pensiero al verso: il viaggio della poesia

A volte mi chiedono come nascono le mie poesie. Non c’è una risposta unica, ma c’è un percorso comune: il viaggio che ogni pensiero compie per diventare un verso. Non è un tragitto lineare, né semplice, ma un’avventura fatta di intuizioni, attese e, a volte, di ostacoli inaspettati.

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Tutto comincia con un’immagine, un’emozione o un’idea che si presenta all’improvviso, spesso nei momenti più banali. Può essere l’ombra di un albero al tramonto, un’espressione sul volto di uno sconosciuto, il suono della pioggia che cade sul vetro.

Sono come dei semi che cadono nella mente e iniziano a germogliare in silenzio, senza che io me ne accorga.

Poi, questi pensieri latenti iniziano a premere. Non hanno ancora una forma definita, sono solo sensazioni, frammenti di immagini e parole non ancora connesse.

A questo punto, il mio compito è accoglierli senza giudizio, lasciandoli fluttuare liberamente. Non cerco subito la rima perfetta o la metrica giusta, ma mi concentro sull’emozione pura, sul nucleo dell’idea.

È la fase più delicata, un dialogo intimo tra me e ciò che vuole essere espresso.

L’ispirazione non arriva sempre con un’onda d’urto, a volte si fa attendere. Ci sono giorni in cui la penna resta ferma e il foglio bianco sembra un muro invalicabile. È in questi momenti che imparo l’arte della pazienza. Non forzo nulla, ma torno a guardare il mondo, ad ascoltare, a leggere.

La poesia ha bisogno di spazio per respirare e maturare, e a volte il silenzio è la sua migliore incubatrice.

Infine, arriva il momento in cui i pensieri si organizzano in parole. Spesso, il primo verso è quello che dà il via a tutto, una sorta di chiave che apre la porta alla melodia interna della poesia. Da lì in poi, è un lavoro di ascolto e di scelta, un continuo scolpire e levigare.

Cerco le parole che non solo dicano, ma che evochino, che abbiano un loro peso e un loro colore. È un’arte di sottrazione, di eliminare il superfluo per lasciare solo l’essenza.

Il viaggio si conclude quando sento che il verso, finalmente, risuona in modo autentico. Quando leggo a voce alta la poesia e non è più solo una sequenza di parole, ma un’emozione che vive di vita propria. È in quel momento che so di aver trovato la strada dal pensiero al verso, e che l’avventura può ricominciare.

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